Testimonianze di volontariato ai tempi del Covid

👉🏼 Durante questo periodo di #quarantena, i nostri volontari all’estero si sono rivelati super prudenti e coraggiosi: hanno deciso di vivere questa situazione rimanendo appieno nel progetto di volontariato. ☀️

Oggi abbiamo il racconto di Anna e Matteo, volontari in Ucraina:

Ecco il loro racconto!  ⤵️

Lo scoppio della pandemia è stato un vero cataclisma che ha fatto irruzione nelle nostre vite in maniera inaspettata e repentina. In maniera altrettanto repentina ha alterato le nostre abitudini: se fino a marzo scorso pianificare un viaggio era quasi d’habitude, oggi ci sembra solo un miraggio lontano. La paura di ammalarsi e limitazioni burocratiche è ciò che principalmente ci frena. Altrettanto stava accadendo a noi, Anna e Matteo, volontari dell’ESC, attualmente a Vinnycja, Ucraina.

La decisione non è stata facile ma alla fine, con un po’ di coraggio, abbiamo scelto di rischiare: in fondo, che cosa abbiamo da perdere? Questa situazione ci ha permesso di riflettere su una cosa essenziale, e ossia che il tempo perso a star chiusi in casa per rimanere “sani” non ce lo ridà indietro nessuno. Ciò non vuol dire che siam partiti spensierati, ma abbiamo voluto solo continuare la vita “normale” in sicurezza.

L’Ucraina ci ha insegnato che questo è possibile, basta solo sapersi re-inventare. Qui le nostre principali attività includono club di conversazione in lingua e la scoperta del folklore locale tramite il video making. Seppur con il dovuto distanziamento e ben “mascherati”, le attività continuano ad aver luogo; abbiamo la possibilità di viaggiare, conoscere sempre gente nuova, condividere impressioni e stati d’animo su un paese ancora poco conosciuto in Occidente, ma con tanto potenziale nascosto, soprattutto a livello umano: abbiamo la fortuna di passare tanto tempo con persone locali, che ci iniziano costantemente alle loro tradizioni. Come quando abbiamo riprodotto il battesimo sul Giordiano il 19 gennaio saltando nel lago ghiacciato, celebrato la notte mistica di Sant’Andrea o mangiato dell’autentico e gustosissimo borsch (nella variante con le prugne secche!).

Entro la fine di questa esperienza puntiamo a perfezionare al massimo la componente ucraina che mano a mano si impossessa di noi.. chissà, forse questa è l’unica cosa positiva da ricavare in questa insolita situazione?

Per aspera ad astra!

Anna e Matteo

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