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Ci è voluto poco per entrare nel vivo dell’argomento del training. Eravamo assetati di sapere, di conoscere e di interpretare. Come primo approccio ai diritti umani abbiamo inscenato un fantastico festival del cinema dei diritti, divisi in gruppi, abbiamo scelto uno o più diritti umani e li abbiamo messi in scena senza poter parlare. Un cinema muto dei diritti che ha dato a tutti la possibilità di potersi esprimere e far conoscere. Abbiamo poi riflettuto su quali siano i nostri diritti fondamentali disegnando un bell’albero le cui radici stavano a significare le condizioni necessarie per far si che questi si realizzino.

Ma abbiamo capito che la conquista di questi diritti è una conseguenza della privazione degli stessi a causa di guerre, stermini e genocidi. Ci siamo ricordati dell’importanza di non dimenticare, abbiamo commemorato il genocidio dei Rom durante la seconda guerra mondiale, che è stato riconosciuto dalla Germania solo nel 2015. Abbiamo visitato un centro che si occupa di mantenere viva la memoria storica ed in particolare la storia delle persecuzioni del popolo Rom. Ci siamo resi conto di come la classificazione delle persone, la discriminazione e la disumanizzazione siano i passaggi attraverso i quali si giunge alla realizzazione di un genocidio e ci siamo spaventati a pensare di come facilmente potrebbe succedere nuovamente nel nostro presente omofobo.

Durante questa settimana abbiamo accantonato tutti i pregiudizi e ci siamo resi conto di come gli stereotipi siano così ridicoli ed infondati, specialmente quando si parla della cultura Rom che è ancora poco conosciuta in Europa. Proprio a partire dalla conoscenza e dall’ascolto dei bisogni e degli interessi, abbiamo scoperto delle tappe per poter lavorare con dei giovani Rom e poter creare dei progetti con loro fino al raggiungimento dell’autonomia di gestione.

Infine ci siamo impegnati a portare avanti e mettere in pratica questi insegnamenti, ci siamo impegnati a continuare a diffondere la cultura della pace mettendo da parte ogni pregiudizio e lottando contro le discriminazioni. Questo è il bene che fa viaggiare.

Agnese U.

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