Su “Eufemia”

Eufemia è un’Associazione di Promozione Sociale, nata a Torino nel 2010 dall'entusiasmo di giovani appassionati di progetti internazionali. Oggi siamo un gruppo di operatori giovanili focalizzati sulle mobilità europee, l'inclusione sociale di persone con minori opportunità, la promozione della cittadinanza attiva e il dialogo interculturale.

Il nostro lavoro prevede l'utilizzo di metodologie e strumenti ereditati e ispirati all'educazione non formale, peer-to-peer e learning-by-doing.

Sviluppiamo programmi educativi nel contesto europeo (in particolare nel settore della gioventù nell'ambito dell'attuale programma Erasmus+), nonché sul territorio attraverso la rete di collaborazioni con vari attori (scuole, enti del terzo settore, istituzioni pubbliche e private).

Il nostro team ha una vasta esperienza nel programma Erasmus+: coordiniamo e realizziamo progetti in accoglienza e all'estero, oltre a facilitare l'implementazione delle azioni dei nostri partner internazionali. Abbiamo ospitato oltre 30 progetti in Italia e inviato gruppi all'estero per un totale di oltre 200 mobilità.
Dal 2012, con il Servizio Volontario Europeo, abbiamo ospitato 10 volontari stranieri e permesso a più di 50 ragazzi e ragazze italiani di fare un'esperienza di lungo termine in un Paese del Programma.

Nelle attività che realizziamo sul territorio e nella comunità locale promuoviamo i valori e le opportunità europee, valorizziamo le competenze trasversali, digitali e linguistiche, organizziamo percorsi per la prevenzione dell'abbandono scolastico, favoriamo l'inclusione sociale dei giovani facilitando le dinamiche di gruppo e sostenendo le famiglie che vivono in situazioni di disagio economico e sociale.

I nostri principali obiettivi sono:

  • Incentivare pratiche di cittadinanza attiva e di partecipazione, diffondere una cultura dei diritti, favorire la comprensione reciproca e la valorizzazione delle differenze per la prevenzione ed il contrasto delle discriminazioni.
  • Promuovere attività formative improntate sui metodi dell’educazione non formale.
  • Sostenere il processo d’integrazione europea e la riflessione sulla cittadinanza europea attraverso percorsi di sensibilizzazione su temi di rilevanza comunitaria, in particolare sulle opportunità che l’Unione Europea offre ai giovani e agli operatori giovanili a sostegno della mobilità internazionale.
  • Favorire il riconoscimento e la valorizzazione delle competenze trasversali nelle biografie individuali.

Il team

Perchè “Eufemia”?

«A ottanta miglia incontro al vento di maestro l’uomo raggiunge la città di Eufemia, dove i mercanti di sette nazioni convengono a ogni solstizio ed equinozio.

La barca che vi approda con un carico di zenzero e bambagia tornerà a salpare con la stiva colma di pistacchi e semi di papavero, e la carovana che ha appena scaricato sacchi di noce moscata e di zibibbo già affastella i suoi basti per il ritorno con rotoli di mussola dorata.

Ma ciò che spinge a risalire fiumi e attraversare deserti per venire fin qui non è solo lo scambio di mercanzie che ritrovi sempre le stesse in tutti i bazar dentro e fuori l’impero del Gran Kan, sparpagliate ai tuoi piedi sulle stesse stuoie gialle, all’ombra delle stesse tende scacciamosche, offerte con gli stessi ribassi di prezzo menzogneri.

Non solo a vendere e a comprare si viene a Eufemia, ma anche perché la notte accanto ai fuochi tutt’intorno al mercato, seduti sui sacchi o sui barili o sdraiati su mucchi di tappeti, a ogni parola che uno dice – come”lupo”, “sorella”, “tesoro nascosto”, “battaglia”, “scabbia”, “amanti” –gli altri raccontano ognuno la sua storia di lupi, di sorelle, di tesori, di scabbia, di amanti, di battaglie.

E tu sai che nel lungo viaggio che ti attende, quando per restare sveglio al dondolio del cammello o della giunca ci si mette a ripensare tutti i propri ricordi a uno a uno, il tuo lupo sarà diventato un altro lupo, tua sorella una sorella diversa, la tua battaglia altre battaglie, al ritorno da Eufemia, la città in cui ci si scambia la memoria a ogni solstizio e a ogni equinozio»

(da “Le città invisibili – Le città e gli scambi” di Italo Calvino)

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