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Cos’è il retaggio Sovietico in Ucraina?

Vi proponiamo una riflessione culturale e interculturale di Eleonora, Volontaria Europea attualmente ospite a Vynnitsia in Ucraina

Risulta difficile comprendere i retaggi, e le diverse sfumaure, che l’epoca sovietica ha lasciato in Ucraina. Questo perché è complesso percepire e misurare le sensazioni e le percezioni  della generazione che è nata, cresciuta nell’Unione Sovietica e che ora si trova ad invecchiare in un paese che guarda ad Occidente. La vecchia generazione sente il peso dei costi sociali derivanti dalle riforme economiche, ciò spinge gli anziani a ricordare con nostalgia “ il felice passato sovietico”; l’identità nazionale si articola con molte difficoltà e la transizione verso un regime democratico è ancora lenta e richiede sforzo. Infine non si percepisce ancora l’identità europea allo stesso modo in cui veniva percepita un tempo quella sovietica.  Ecco perché con questo breve articolo cercherò di analizzare un’ irrsoria parte di questo forte e latente retaggio che gli Ucraini vorrebbero totalmente sradicare.

L’Ucraina come le altre Repubbliche Socialiste Sovietiche dichiarò la sua indipendenza dalla Russia nel 1991 ( 25 Dicembre). La separazione fu inizialmente formale poiché le relazioni – specialmente economiche e culturali rimasero comunque forti negli anni a seguire. Infatti, la storia condivisa, e di conseguenza la cultura è così importante che sembra impossibile da eliminare. Basti pensare che l’assetto istituzionale sin dall’inizio fu principalmente costruito da figure che avevano fatto parte della vecchia Nomenklatura, creando un modello democratico molto ibrido. Questa situazione non ha facilitato né accellerato il processo di costruzione di un’ unica identità nazionale ucraina di per sé difficile data la frammentazione e la prularità delle etnie presenti in questo stato . Le  diversità non sono riuscite a coincidere, ma bensì si sono intersecate malamente. Per questo motivo una volta riconquistata l’indipendenza si è subito scartata l’opzione della costituzione di uno Stato etnico. La negazione del passato sovietico è risultata necessaria per la costruzione dell’attuale stato ucraino, diventando una sorta di terreno dove avrebbero potuto radicare le fodamenta di uno stato etnicamente disomogeneo. Infatti, tra le tante differenze presenti nel paese di sicuro quella più rilevante  rende, simbolicamente, il paese duale in termini etno-linguistici dividentdolo tra una parte occidentale , dove si parla ucraino e dove si dice risieda la vera identità nazionale ucraina e la parte orientale dove vi è una importante maggioranza di persone che parlano russo.

Lo slancio verso un  più sentito bisogno di distacammento da un passato così pesante si è verificato tra il  2004 e il 2005 con la Rivoluzione Arancione e ancor di più tra il 2013 -2014 con quella che è conosciuta come EuroMeidan. Alla base della Rivoluzione arancione c’erano richiami alla Democrazia, una denuncia della corruzione, del sistema politico che raccoglieva i politici sovieitici , e il bisogno di giustizia sociale. Nello specifico durante EuroMeidan abbiamo assistito ad una aperta denunica dei retaggi dell’Era sovietica: i capi della protesta chiedavo al presidente Yanukovich di firmare il Patto di  Associazione con l’Unione Europea e intraprendere definitivamente il cammino verso l’Europa, abbandonando la condizione di “colonia post-sovietica” ancora dipendente dalla Russia. Non basta un semplice articolo per parlare di quelli che sono i retaggi sovietici, considerando il fatto che questo recente passato può essere considerato, tra tante altre, causa dell’attuale conflitto civile ad Est dell’Ucraina. Questo perché inevitabilmente, come è successo altre repubbliche post- sovietiche – particolarmente nelle Repubbliche Baltiche- l’aggettivo “sovietico” viene direttamente tradotto oggi con “russo”.

Figura 2. Vecchio edificio in stile sovietico. Ora boutique europea – Vynnitsia.

Fu proprio dopo Maidan che inziò la Decomunistizzione dell’Ucraina. Un aspetto molto interessante per comprendere questo processo può essere l’analisi dell’abbattimento delle statue e degli edifici sovietici. L’abbattimento di tutte le statue raffiguranti Lenin, il Leninismo e in generale la potenza dell’Unione Sovietica sono diventate un modo per liberarsi da un passato soffocante. Ma non è solo questo, è inoltre, e la necessità di ricostuire una memoria ucraina che dia peso al passato sovietico. Le statue di Lenin rappresentavano uno dei tanti ostacoli al progresso e al cammino dello stato ucraino verso una sua propria direzione.

Nell’Aprile 2015 ebbe inzio il processo di Decomunistizzazione dello Stato, attraverso le “Leggi sulla Memoria” che vide il primario abbattimento, la destituzione, o in alcuni casi come vedremo, l’adattamento di tutti i monumenti e i simboli dell’epoca comunista. Il Presidente Poroshenko a Maggio firmò una serie di leggi che mirava nell’arco di sei mesi al totale smantellamento o al cambiamento di nomi di stade, palazzi ed edifici che avevano nomi legati all’ideologia comunista. Nello specifico: la bandiera dell’Unione Sovietica, della Repubblica Socialista Sovietica Ucraina e delle altre 14 repubbliche, l’Embema dell’Unione Sovietica e  il suo inno furono proibiti , la stella rossa, la falce e il martello , immagini raffiguarnti Vladimir Lenin e Josef Stalin furono proibite. Si conta che nel 2016 51,493 strade, 987 città e villaggi siano stati rinominati, che 1,320 monumenti raffiguranti Lenin e 1,069 monumenti dedicati a altre figure sovietiche siano state rimosse. Sin dalla dichiarazione d’Indipedendenza varie leggi sulla Decomunistizzazione furono presentate al Parlamento ucraino, ma mai approvate. È solo dopo l’abbattimento simbolico di una statua di Lenin durante l’EuroMeidan avvenute a Kiev che si è avvertita nella popolazione la necessità di proseguire in questa direzione. Le leggi di Decomunistizzazione sono state ampiamente criticate, in particolare dall’OSCE, e da ONG che si occupano della protezione dei diritti umani in Ucraina. Le mosse del Governo e del Parlamento sono state dette impattare la libertà di espressione dei cittadini ucraini. Questo nello specifico è stato particolarmente denunciato nel momento in cui è stata definitivamente vietata l’esistenza di un partito comunista.

Attualmente l’opera di smantellamento è quasi conclusa come dimostrano i numeri citati precedentemente. Nomi di strade, piazze e palzzi sono stati cambiati. Solo nella capitale, la destituzione dei monumenti sovietici sembra più lenta, basti pensare al monumento alla Madre Patria (Rodin-Mat) e l’Arco dell’Amicizia delle Nazioni. Interessante è anche l’adattamento che si è fatto delle statue raffiguranti Lenin . A Odessa Lenin è diventato Darth Varder per opera di un artista locale. In alcune città le più piccole , le strade intitola a Lenin sono ora rinominate e dedicate a John Lennon.

Figura 3. Nella facciata dell’edificio sono ancora presenti le stelle sovietiche. Vinnytsia.

A Vinnytsia, il processo di Decomunistizzazione può dirsi finito.Una delle vie principli da “Lenina” (di Lenin) è diventata “Soborna” (della Cattedrale). Molti monumenti, cinema e teatri popolarissimi in epoca sovietica o sono stati dismessi o sono stati riadattati. Interessante da notare è l’uso che si è fatto di questi luoghi. Spesso vengono riadattati e usati per esibizioni, mostre ed eventi culturali. Ad esempio, a fine Novembre in una fabbrica dismessa ma particolarmente attiva prima del ‘91 si è svolta l’edizione annuale di uno dei maggior festival di arte contemporanea ucraina, il GogolFest. Camminando per la città è necessario aguzzare la vista perché spesse volte i simboli sovietici sono semplicemente tinteggiati o di bianco o con colori della bandiera ucraina. E a mo’ di beffa accompagnati da un qualcosa che rimanda all’Europa. Bisogna essere molti attenti quando si viaggia per le città ucraine poichè più ci si sposta ad Est e più questa processo di Decommunistizzazione pare incompiuto. Questa incompletezza architettonica si rispecchia in quella identitaria.

Ecco che questo processo incarnato dall’ abbattimento di statue e edifici sovietici diventa simbolico: “ togliere la sommità è facile , cambiare le  fondamenta è ben più difficile”. Ed è proprio per questa ragione che la Decomunistizzazione diventa in tutti i sensi una Decolonizzazione , dal piano architettonico a quello delle coscienze. Gli ucraini hanno sentito la necessità di staccarsi dal passato sovietico incarnato oggi dalla Russia. La Decomunstizzazione è andata oltre l’aspetto formale delle statue di Lenin e è andata a toccare altre sfere della società, ancor più delicate. È un processo ancora in evoluzione , lento, difficile e che richiede sacrifici. Ad oggi è ancor più chiaro che questo processo è solo iniziato. La paura più grande, è che possa accadere quello che è successo in altri stati Post-sovietici. C’è la paura che certe politiche abbiano conseguenze non solo all’interno dello stato ma anche in termini geopolitici. Il tutto è reso ancor più inquietante dalla situazione di guerra in Donbass; dalle azioni intraprese dalla  Federazione russa , prima nel 2014 con l’annessione illegale della Crimea e lo scorso Novembre con l’episodio nel Mar d’Azov.

Il passato sovietico è ancora presente ,può essere distutto formalmente ma rimane nella memoria della gente, soprattutto quando diventa difficile ricostruire una memoria comune, quando è complicata una ricostruzione oggettiva di quello che è stato il passato. Questo è dovuto al fatto che proprio in epoca sovietica si è iniziato effettivamente a parlare di cosa fosse la nazione ucraina, e si sono compiuti quei rimpasti etnici, anche attraverso le deportazioni che tanto piacevano a Stalin.  Il passato ucraino è della stessa complessità che si conosce oggi. Continuare a guardarlo con rancore non porta nessun progresso e non aiuta la memoria nazionale. In questo caos è essenziale comprendere che, per il popolo ucraino certe ferite sono ancora sanguinanti.

Eleonora Santi

Fonti:

http://www.limesonline.com/cartaceo/la-matrice-sovietica-dello-stato-ucraino

https://en.wikipedia.org/wiki/Decommunization_in_Ukraine

https://112.international/opinion/life-without-lenin-ukraine-is-parting-with-its-soviet-heritage-21979.html

https://www.irishtimes.com/news/world/europe/statues-fall-as-kiev-strips-out-soviet-legacy-1.2568095

http://neweasterneurope.eu/2016/09/16/decommunisation-in-ukraine/